Laura Pausini pubblica “Fatti sentire”: è veramente “Fantastico”?

20/03/2018 – Premetto che non sono un fan di Laura Pausini, non l’ho seguita da vero estimatore in questi anni ma ho scelto di fare questa (umile) recensione perché ho ascoltato la sua nuova fatica discografica e mi ha colpito per le sonorità e per i testi.

Laura Pausini festeggia i suoi venticinque anni di carriera con il disco di inediti “Fatti sentire“, con il titolo “Hazte sentir” nella versione spagnola: tredicesimo lavoro discografico che vede impegnati autori come Enrico Nigiotti, Virginio Simonelli e Tony Maiello in un “pausiniano” tentativo di allontanarsi musicalmente da quanto prodotto in questi anni.

“Non è detto” è il singolo apripista di questo progetto globale: si tratta di una ballad, quasi esclusivamente piano e voce, incentrata sul tema dell’amore combattuto e tormentato. La Pausini in questo disco non custodisce solo ballad ma anche pezzi dall’aria molto internazionale, come “Nuevo” (o “Novo” con Simone e Simaria nell’edizione brasiliana del disco) e “No river is wilder”, scritta da Laura stessa e musicata da Paolo Carta. Un altro pezzo che tratta il grande tema dell’amore è “La soluzione”, seguita da “E.STA.A.TE”, esplosione pop che alluderebbe ad un perfetto singolo estivo.

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Un brano molto ritmato con un sottile richiamo di dubstep nel sottofondo è “Fantastico (Fa quello che sei)”, nostalgico ma al contempo energico e promettente; il disco continua con la midtempo “Un progetto di vita in comune”, scritta da Pausini e Cheope. Tra i produttori, sono degni di nota Rik Simpson, produttore dei Coldplay e di Jay-Z, Julio Reyes Copello e Dado Parisini. Uno dei pezzi più introversi e significativi dell’album è “Il coraggio di andare”, che contiene tra i versi anche il titolo dell’album e chiude il disco con una ballata pausiniana nella quale sono raccolte entrambe le anime della cantante: quella introversa e quella più estroversa.

“Fatti sentire” racchiude in sé generi, stili, autori e produttori diversi che funzionano in un prodotto valido sia in Italia che all’estero, ma che potrebbe far storcere il naso a chi, da un’artista con 25 anni di carriera, si aspettava un lavoro più maturo. Dietro questo progetto, però, c’è indubbiamente un lavoro pensato e intimo, degno di una donna che aspira al cambiamento ma che vuole comunque lasciare dietro di sé una traccia indelebile.

Gianluca Stival

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